Scelta licenziato da Gesap. Il giudice: "Decisione giusta"

Scelta licenziato da Gesap. Il giudice: "Decisione giusta"



Scelta licenziato da Gesap.  Il giudice: "Decisione giusta"

PALERMO - Licenziamento confermato. La Gesap fece bene a mettere alla porta l'allora direttore generale Carmelo Scelta. Il giudice del lavoro Matilde Campo ha respinto il ricorso di Scelta, dando ragione alla società di gestione dell'aeroporto "Falcone e Borsellino" rappresentata in giudizio dagli avvocati Lorenzo Maria Dentici e Luigi Maini Lo Casto.

Scelta era stato licenziato nel 2015 quando venne fuori la storia dell'estorsione consumata dall'allora vice presidente Roberto Helg ai danni del pasticciere Santi Palazzolo: 100 mila euro in cambio del rinnovo di un'area espositiva. Scelta fece visita a Palazzolo rassicurandolo sul gradimento della società al rinnovo del contratto di concessione, indicando in Helg la persona a cui Palazzolo avrebbe dovuto rivolgersi. L'ex direttore generale finì sotto inchiesta penale, ma arrivò l'archiviazione.

Quella discussione privata, con la quale Scelta anticipava decisione aziendali riservate e per le quali era ancora in corso la valutazione, secondo Gesap era comunque “lesiva degli obblighi di lealtà, trasparenza ed imparzialità impostigli dal proprio ruolo.

La questione del rinnovo della concessione – scrive il giudice - era all’epoca tutt’altro che pacifica e piuttosto oggetto di discussione presso Gesap, unitamente alla necessità o meno di attivare, ai fini del rinnovo della sub-concessione, una procedura competitiva ad evidenza pubblica”. Da qui la conferma del licenziamento e la condanna inflitta a Scelta che dovrà pagare sedici mila euro di spese processuali. Successivamente Scelta, assieme ad altre dieci persone, sarebbe stato coinvolto in un'altra inchiesta sulla presunta gestione delle gare d'appalto per la nuova hall arrivi che sarebbero state “pilotate”.

“La sentenza conferma che l’operato di chi è ai vertici di società a partecipazione pubblica deve improntarsi in modo rigoroso a principi di correttezza e trasparenza, la cui osservanza costituisce il primo argine a fenomeni di malcostume - spiegano i legali Lorenzo Maria Dentici e Luigi Maini Lo Casto -. I comportamenti tenuti dal dottore Scelta non erano in alcun modo tollerabili e bene ha fatto la società a disporne l’immediato allontanamento”.