Il Comune batte gli ex precari. Evitati risarcimenti milionari

Il Comune batte gli ex precari. Evitati risarcimenti milionari
 

Due sentenze della Corte d’Appello di Palermo, Sezione Lavoro, hanno riformato altrettante decisioni del Tribunale favorevoli agli ex precari del Comune, poi stabilizzati. In primo grado il Comune era stato condannato a corrispondere a ciascun ricorrente un risarcimento pari a 12 mensilità dell’ultima retribuzione, oltre interessi e spese, per l’illegittima reiterazione dei contratti a termine oltre i limiti di legge. Il Tribunale aveva inoltre ritenuto che la successiva assunzione a tempo indeterminato non bastasse a eliminare il danno.

La vicenda riguarda i 597 precari storici di Palazzo delle Aquile, stabilizzati nel settembre 2019. In appello il Comune è stato difeso dagli avvocati e professori universitari Lorenzo Maria Dentici e Massimiliano Marinelli. La difesa ha fatto valere due argomenti principali: anzitutto, la mancata impugnazione dei contratti a termine da parte dei lavoratori, che avrebbe precluso la successiva domanda risarcitoria e, in secondo luogo, la rilevanza della stabilizzazione attraverso le procedure previste dalla normativa nazionale e regionale.

La Corte ha il primo motivo di appello e ha condannato gli ex precari al pagamento delle spese legali. Le pronunce costituiscono un precedente rilevante per un contenzioso che riguarda centinaia di dipendenti. Se l’orientamento verrà confermato, il Comune potrebbe evitare esborsi per diversi milioni di euro. Per parte delle cause ancora pendenti in primo grado sono già stati raggiunti accordi con rinuncia dei lavoratori alle pretese risarcitorie.

Fonte: Giornale di Sicilia – Visualizza l’estratto

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